Yoga Sutra e destino

patanjali yogasutra Aug 25, 2020

Dove eravamo rimasti?

Ah si, che Patanjali era giunto su questa Terra per compiere il suo destino.

Vediamo insieme il suo contributo...un salto nel lontanissimo passato per non dimenticare ciò che ancora oggi è attuale: chi sono io? Cos'è questo IO?

Come era da attendersi data la sua origine, non ebbe un’infanzia ordinaria. Pare che sia stato in grado di comunicare perfettamente dal momento della nascita ed anche il vigore dell’intelletto e la capacità di discorrere furono quelli tipici dei saggi, dei rishi e dei veggenti.

Patañjali non solo analizzò e discusse accuratamente gli aspetti del presente, ma mostrò di conoscere con precisione il lontano passato ed il futuro vicino e distante.


L’occhio, la mente e la bocca erano di tale intensità che una volta, quando gli abitanti di Bhotabhandra scelsero di disturbarlo nel pieno delle sue austerità religiose, li ridusse in cenere con nient’altro che la sua parola.

Anche il suo matrimonio è avvolto dalla leggenda. Pare che un giorno abbia scoperto una squisita e incantevole fanciulla, Lolupa, nel cavo di un albero sul pendio settentrionale del Monte Sumeru, la vetta della montagna celeste dell’illuminazione. Egli la prese subito in sposa, unendosi indissolubilmente ai frutti della sua ricerca spirituale, e visse felicemente fino a tarda età. 




Come viene dipinto in molte raffigurazioni,  Patañjali è ritenuto una incarnazione del serpente Ananta, il cui nome significa 'colui che è senza fine' e che è un’altra forma di Adisesa.

Il Signore Vishnu siede sopra Adisesa prima dell’inizio della creazione. Patañjali stesso è generalmente dipinto come mezzo uomo e mezzo serpente, con il torso umano che emerge dalle spire del serpente che si risveglia al momento della creazione. Il serpente rappresenta l’energia creativaLe mani di Patañjali stanno nella posizione Indiana tradizionale del saluto 'namaste', talvolta definita come 'añjali' o offerente. Siccome il termine ‘pata’ vuol dire caduto, 'Patañjali' può essere semplicemente tradotto come 'la grazia che discende dal Cielo'. Egli viene generalmente dipinto in una trance meditativa. Le sue mani benedicono coloro che si sono avvicinati a lui alla ricerca dello yoga e delle sue verità.

Il suo saluto allevia con la grazia le loro fatiche ed assicura che esse porteranno frutto. Patañjali infatti non ha due mani ma quattro. Le due poste di fronte benedicono nel gesto añjali mentre le altre due sono sollevate in alto. Una di esse tiene il sankha, la conchiglia che rappresenta l’energia del suono. Essa invita i meditanti alla pratica ed annuncia l’imminente fine del mondo come essi lo conoscono. L’altra mano alzata afferra il cakra, il disco che rappresenta sia la ruota del divenire, sia la legge di causa ed effetto.  


LE OPERE DI Patañjali, come definirle sue?


Quando si tratta di definire le opera di Patañjali, l’incertezza continua.

  • Danzatore

Un ruolo importante (che non sorprende tenendo conto dei sui natali) è quello di grande danzatore. Anche ai nostri giorni i danzatori indiani che lavorano nella tradizione classica, lo invocano e gli rendono onore. Per questo Patañjali è il santo protettore della danza.

  • Trattato di medicina ayurvedica

Qualcuno sostiene anche che egli abbia scritto un trattato di medicina ayurvedica. Certo è che il testo in questione tratta di ciò che è stato il massimo interesse di Patañjali: la diagnosi delle malattie, la struttura e la funzione del corpo umano, il mantenimento di una buona forma fisica, il benessere e il buon aspetto; riguarda inoltre le proprietà curative dei vari farmaci e le tecniche necessarie per somministrarli. Tutto ciò è menzionato negli Yoga Sutra. Ma sebbene la tradizione sostenga strenuamente che lo scrittore del testo ayurvedico sia lo stesso Patañjali che ha scritto gli Yoga Sutra, gli studiosi non accettano questo come un fatto sicuro. C’è però un argomento che può essere portato contro questi studiosi a dimostrare il loro errore.

Gli Svayambhus – esseri divini che portano avanti la loro esistenza senza causa, che sono privi di karma, e che manifestano se stessi come esseri evoluti ed altamente spirituali per l’elevazione dell’umanità – in nessun modo sono obbligati al rispetto dei fatti storici.

 

  • Mahabhashya o Grande Commentario

Le acque vengono ulteriormente intorbidate quando si considera un altro grande trattato attribuito a Patañjali. Si discute ancora sul fatto che un uomo famoso di nome Patañjali nacque in Gonarda e visse per un certo periodo in Kashmir. “Questo” particolare Patañjali visse e scrisse approssimativamente nel140 a.C.. Era un illustre grammatico ed il suo Mahabhashya Grande Commentario sulla grammatica di Panini, fu magistrale. E’ conosciuto e studiato ancora oggi. Ma il Mahabhashya fu molto più che un semplice commentario. Il Patañjali che lo scrisse ampliò moltissimo il lavoro di Panini. Ridefinì le regole della grammatica Sanskrita, allargò enormemente il suo vocabolario, dette al Sanskrito un potere tale da renderlo uno strumento artistico, sottile e raffinato, in grado di esprimere qualunque pensiero umano. Egli non costruì semplicemente un corpo teorico, ma dimostrò tutte le possibilità del Sanskrito attraverso la sua abilità nel padroneggiarlo.

Chiaramente ci chiediamo se questo particolare  Patañjali fu o meno lo stesso che scrisse sull’ayurveda, lo stesso che scrisse sullo yoga ed anche se fu il protettore della danza.

Mettendo a fuoco le sue opere sulla grammatica e sullo yoga, esiste l’inevitabile problema di verificare le date ed i luoghi.

Il Patañjali degli Yoga Sutra visse sicuramente diversi secoli prima del Patañjali del Mahabhashya. Per quanto riguarda quest’ultimo le date possibili sono abbastanza ristrette.

Il punto è certamente che entrambi sono eccellenti lavori nei loro rispettivi campi, con argomenti impeccabili e strutture logiche. Sono esattamente ciò che devono essere e non avrebbe senso pretendere che fossero completamente compatibili con gli altri. Detto questo, prendiamo atto che la tradizione che riunisce questi tre Patañjali (Quattro se si aggiunge la danza alla grammatica, alla medicina e allo yoga), è andata avanti per due millenni e non sembra in procinto di morire tanto presto.

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